Covid19: possibile sequestro dell'auto per chi viola il Decreto e non resta a casa

Covid19: possibile sequestro dell'auto per chi viola il Decreto e non resta a casa

Secondo una circolare firmata dal procuratore capo di Parma, i cittadini che saranno denunciati per utilizzo di auto al di fuori dei confini del comune di residenza senza un valido contemplata dal DPCM #IoRestoACasa, possono incappare in ulteriori sanzioni oltre a quelle previste dallo stesso Decreto Chiudi Italia.

In particolare si potrà procedere anche con il sequestro preventivo del veicolo.

Il sequestro dell’auto per non consentire ai cittadini di infrangere le regole

Il governo italiano per fronteggiare la diffusione del contagio da coronavirus, ha deciso di mettere in atto misure piuttosto stringenti che ovviamente sono andate a modificare quelle che sono le libertà e le abitudini degli italiani. In particolare non viene data la possibilità alle persone di poter uscire di casa e prendere la propria auto se non per motivi strettamente necessari legati alla propria attività lavorativa qualora questa fosse ancora aperta, per motivi di salute oppure per fare la spesa. Misure che sono contenuto all’interno del DPCM Chiudi Italia e che, come consuetudine, viene interpretato al meglio dalla Procure con la pubblicazione di circolare allo scopo di fornire alle forze dell'ordine delle indicazioni ulteriori per operare correttamente.

In particolare, la procura di Parma, attraverso una circolare messa a disposizione delle forze dell'ordine, ha inserito delle misure aggiuntive a quelle previste dal governo. Secondo questa circolare le forze dell'ordine possono anche arrivare ad effettuare il sequestro del veicolo per chi viene trovato a bordo dello stesso e soprattutto al di fuori dei confini del comune di residenza. Naturalmente la misura è prevista nel caso in cui il guidatore non si sia dovuto mettere in marcia per questioni legate alla propria salute oppure alla necessità di espletare il proprio lavoro. Una riprovazione che trova riscontro in quanto misura preventiva che non permette all’utente di utilizzare lo strumento (in questo caso l’auto) che gli permetterebbe di violare la legge. Insomma, i vari enti governativi stanno mettendo in atto tutte le misure necessarie per poter indirizzare i comportamenti dei cittadini verso una maggiore attenzione a quanto previsto dal decreto ministeriale per tutelare la loro salute e quella dei propri cari.

Sequestro preventivo dell’auto presso la residenza del proprietario

La procura di Parma, dunque, ha rilasciato una apposita circolare che offre alle forze dell'ordine delle indicazioni piuttosto precise per quanto riguarda l'applicazione del decreto previsto dal governo per limitare il contagio del coronavirus. Da sottolineare che è prassi piuttosto consolidata, quella di adottare in tutta Italia quanto previsto da una circolare di una procura quantomeno come orientamento per gli addetti ai lavori. Secondo quanto previsto dalla circolare, gli agenti di polizia e qualsiasi altro corpo delle forze dell'ordine, possono disporre il sequestro preventivo del veicolo per chi viene trovato a bordo di esso al di fuori dei confini del proprio comune senza un valido motivo contemplato nel decreto ministeriale.

Inoltre, attraverso la direttiva numero 5 del 2020 firmata il 16 Marzo dal procuratore capo di Parma Alfonso D’Avino, il sequestro verrà espletato non presso i depositi dello Stato bensì direttamente a casa del proprietario. Da sottolineare che qualora il proprietario o chi per esso, dovesse utilizzare l'automobile sequestrata scatterebbe automaticamente la denuncia per sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Per questo genere di reato sono previste sanzioni piuttosto dure: la reclusione da un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni a cui si aggiunge una multa che può andare da un minimo di 51 euro fino ad un massimo di 516 euro. Queste sanzioni sono leggermente meno severe nel caso in cui ad essere colto in flagrante sia il proprietario dell’auto. Va anche ricordato che il sequestro disposto dalle forze dell'ordine secondo quanto previsto dalla circolare pubblicata dalla Procura di Parma, deve essere vagliato dal gip il quale potrebbe anche non convalidarlo.

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